Adori il tuo lavoro? Ma hai deciso di farla finita…

Quando valori lavorativi e bisogni personali entrano in conflitto

Ti piace il tuo lavoro ma sei in crisi? il pensiero di lasciarlo ti tormenta e credi che il licenziamento sia l’unica via d’uscita? Questo molto spesso accade perché i valori lavorativi e bisogni personali entrano in conflitto. Per ovviare a tutto questo ci potrebbero essere delle soluzioni che ci suggerisce questo articolo di Annalisa Piersigilli pubblicato su http://d.repubblica.it/:

“Il tuo mestiere ti piace perché ti permette di sviluppare nuove competenze e di crescere come persona e professionista, ma… vivi continui problemi relazionali, per motivi caratteriali o di mancanza di fiducia, con i colleghi o con il capo?

Questo è tra i motivi principali di abbandono. Da un sondaggio condotto dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, per 6 persone su 10 lo stress da lavoro è causato da relazioni problematiche in ufficio o in fabbrica. Non riuscire a risolvere questi conflitti, nel tempo può portarti a stress emotivo.

COSA PUOI FARE: La vita è fatta di scelte, non sappiamo con certezza quale sarà la migliore per noi, ma se l’insoddisfazione porta più frustrazione che piacere, allora è il caso di cambiare contesto. Con il collega più odiato, però, puoi tentare un confronto. Prima osservalo in modo distaccato e azzera i preconcetti che hai su di lui. Poi, cerca un canale di comunicazione alternativo che vi avvicini. Anche un corso di team-building potrebbe essere un’ottima idea da proporre al boss.

Sei ben retribuito e allineato con quello che sai fare, ma… l’organizzazione aziendale non rispecchia il tuo modo di essere o non condividi i suoi valori?

Magari è troppo rigida e macchinosa, oppure non hai fiducia nei tuoi responsabili perché non approvi alcuni loro comportamenti (per esempio, non mantengono la parola data o si comportano in modo poco etico). In questo modo, c’è il rischio che il lavoratore diventi apatico o sempre con morale basso. Fattori che portano quasi sicuramente a essere non performanti.

COSA PUOI FARE: Distingui il valore sociale da quello economico e poniti questa domanda chiave: «Quali sono gli aspetti del mio lavoro che mi rendono felice?». Poi mettili su una bilancia e vedi se superano quelli negativi. Valuta con attenzione la tua insofferenza prima di prendere decisioni affrettate.

Lavori in un settore che ami ma… ti senti sottoutilizzato e poco valorizzato?

È il caso in cui potresti dare di più, ma non c’è spazio per esprimerti e ambire a una carriera. Fare le stesse cose ogni giorno influisce sulla qualità delle prestazioni. Uno studio condotto dall’Aragon Institute of Health Sciences pubblicato su BMC Psychiatry sottolinea che chi fa lo stesso lavoro per oltre 16 anni risulta 5 volte più a rischio esaurimento di chi cambia lavoro periodicamente. Se i dipendenti non vengono attivati in compiti sfidanti, possono perdere interesse e avere voglia di cambiare aria per cercare un contesto più stimolante.

COSA PUOI FARE: Chiedi di parlare con il capo e tira fuori la parte più proattiva di te. Se le opportunità sembrano dribblarti, pensa a costruirtene di extra. Focalizza i punti deboli del tuo lavoro e trasformati in un vulcano di idee. Lo sforzo sarà comunque molto apprezzato.

È la professione dei tuoi sogni ma… ti richiede anche troppo impegno?

Il carico di lavoro è così eccessivo che non permette di curare altri aspetti personali della tua vita e di dedicare tempo alle tue passioni. Inizi a pensare di essere sfruttato, soprattutto se non vedi mai alcun riconoscimento, promozione o bonus. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Lancet, la produttività diminuisce bruscamente se vengono richieste oltre 50 ore di lavoro a settimana. Mentre la performance migliora se il lavoratore riesce a recuperare spazio vitale anche fuori dall’azienda.

COSA PUOI FARE: Cerca di ricavare qualche momento in cui riprendere fiato. Come? Imparando a pronunciare qualche no, e a delegare. Ma non quando sei sull’orlo di una crisi e non sai più dove mettere le mani: fa che diventi una buona abitudine sul lavoro. Essere troppo assertivi o passivi non è il segreto per farsi apprezzare dagli altri.”

Yvonne Cedraschi: in questi 18 anni di lavoro presso PCL Personal Consulting SA, mi è successo di “pensare di farla finita” alcune volte, ebbene sì sono umana anche io! Credo che il lavoro sia un pochino come una relazione,.. momenti di crisi, di sconforto, di delusione, di noia,… ma lavorando su se stessi e confrontandosi con i colleghi, i famigliari, gli amici le situazioni posso assolutamente migliorare; insomma non è sempre necessario “divorziare eh”!

Il nostro BLOG, vi saluta e vi aspetta a settembre, giustamente ha deciso di prendersi un periodo di ferie….

Articolo rivisitato da Yvonne Cedraschi