Felicità: un ottimo investimento per l’aumento della produttività lavorativa

Come la felicità aumenta la produttività lavorativa

Per aumentare la quantità e qualità produttiva esistono diverse tecniche e strategie di lavoro adottate di continuo dalle aziende ma spesso si sottovaluta la parte emotiva del collaboratore e non si fa caso a quanto questo possa influenzare positivamente la produttività. C’è chi sostiene che un dipendente felice e soddisfatto produce molto di più uno insoddisfatto. Un articolo scritto da A. Fata pubblicato su www.armoniabenessere.it spiega quali sono i principali motivi che sostengono questo argomento secondo A. Kjerulf (fondatore di Woohoo Inc.):

“Le persone felici lavorano meglio tra loro: le persone felici tendono a vedere il lato ludico in ogni cosa, per questo hanno anche delle buone relazioni con coloro che stanno intorno. Questo si traduce in: migliore lavoro di squadra, migliore rapporto con i collaboratori, colleghi, superiori, clienti più soddisfatti, maggiori vendite

Le persone felici sono più creative: soprattutto se la produttività dipende dall’avere sempre nuove idee, è necessario essere felici al lavoro. Teresa Amabile in una ricerca ha rilevato che se si è di buon umore si è più creativi non solo quel giorno, ma anche i successivi. Questo pare che accada perché i processi cognitivi associati alle emozioni positive conducano al pensiero flessibile, fluente, originale che aiuta ad incubare nuove idee in seguito

Le persone felici risolvono i problemi, anziché lamentarsene: quando non piace il proprio lavoro ogni situazione che si presenta sembra uno scoglio insormontabile. Quando, invece, si è felici, quando sorge una situazione la si affronta e basta

Le persone felici hanno più energia: le persone felici hanno più energia e pertanto sono più efficaci ed efficienti al lavoro

Le persone felici sono più ottimiste: le persone felici hanno un approccio più positivo, fiducioso, ottimistico, sono più produttive e hanno più successo. Quando si crede che qualcosa è possibile è più probabile che lo sia (e viceversa)

Le persone felici sono più motivate: un basso livello di motivazione porta a minore produttività. La motivazione viene alimentata dalla felicità e dalle emozioni positive

Le persone felici si ammalano con minore frequenza: i periodi di malattia sono tra le cause principali del calo di produzione. Se non si gradisce il proprio lavoro è più facile che ci si ammali di diverse patologie, psicosomatiche e no, che si sia vittime di stress, ansia, depressione, burnout. Pare che l’impatto sulla salute dell’infelicità al lavoro sia pari al rischio connesso alla sedentarietà e al fumo di sigaretta

Le persone felici apprendono più velocemente: quando si è felici e rilassati si apprende più velocemente nuove cose e pertanto la propria produttività al lavoro può aumentare

Le persone felici si preoccupano meno di compiere errori: poiché le persone felici si preoccupano meno di compiere errori, nei fatti, ne fanno di meno. Anche quando cadono in errore apprendono rapidamente da esso, vi pongono rimedio, lo ammettono senza imbarazzo, si assumono la loro responsabilità, si scusano, e si riprendono velocemente dall’accaduto

Le persone felici prendono delle decisioni migliori: le persone infelici operano in una condizione di crisi permanente. La loro attenzione è molto ristretta e focalizzata, perdono la visione ampia e generale delle situazioni, vivono con un costante senso di allerta legato al senso di sopravvivenza, pensano, scelgono e agiscono nel breve, medio termine, se non nell’immediato. Al contrario le persone felici prendono decisioni in modo più informato, consapevole, sono più capaci di attribuire le reali priorità nel loro lavoro.”

Sembra proprio che investire nella felicità sia una delle chiavi per poter apportare dei miglioramenti efficaci all’attività che si sta svolgendo, è importante che questo aspetto venga preso in considerazione sia dall’azienda che dal collaboratore in modo tale da creare non solo un ambiente di lavoro sano ma anche un team di lavoro motivato e determinato al raggiungimento degli obiettivi.

Articolo rivisitato da Francesca Belleno