PCL Personal Consulting: un nuovo inizio, un nuovo blog!

Perché raccontarsi attraverso un blog?

Prima di tutto benvenuti! Da tempo avevamo il desiderio di raccontarci, esprimerci, confrontarci e discutere non solo su tematiche del settore che quotidianamente ci coinvolgono nel mondo del lavoro ma, anche di ciò che ci tocca come essere umani che a sua volta, influenza anche la vita professionale. Abbiamo colto l’occasione con l’uscita del nuovo sito web di lasciare una nuova impronta attraverso questo spazio, il nostro blog!

Yvonne Cedraschi: sono orgogliosa di dare inizio a questa, spero, bellissima consuetudine…. sono felice di poter condividere questo spazio con voi e spero di non tediarvi con articoli, pensieri, racconti noiosi…

Diamo il benvenuto ad ogni vostra idea, richiesta o altro.

Il tema di oggi è la paura!

“Paura della vita, io ho detto basta!”

Paure, paure e paure che scaturiscono giornalmente in molti di noi e non necessariamente scatenati da momenti avversi o shock ma credo che giungano con il quotidiano e non solo ad una certa età, percepisco le paure nei giovani e meno giovani: paura di esprimersi, di fare, di andare da soli nel bosco, del buio, paura che succeda qualcosa ai nostri cari, paura di perdere il lavoro, della malattia,… paura dei sensi di colpa, potrei proseguire all’infinito; ma quanto ci condizionano queste paure? Troppo.

È una riassunto dei miei pensieri, c’è molto da raccontare ma vorrei condividerlo con voi, mi piacerebbe conoscere il vostro pensiero in merito…

Ho letto questo bellissimo racconto tratto dal Libro di Clarissa Pinkola Estés “Donne che corrono coi lupi” che voglio condividere:

Se non vai nei boschi non accadrà nulla mai, e la tua Vita non avrà mai inizio

“Non andare nel bosco, non uscire”, dissero.
“E perchè no? Perchè non dovrei andare nel bosco stasera?” domandò lei.
“C’è un lupo grande grande che mangia le creature come te. Non andare nel bosco, non andare. Diciamo sul serio.”

Naturalmente lei uscì. Se ne andò comunque nel bosco e, ovviamente, incontrò il lupo, proprio come le avevano detto. “Hai visto? Te l’avevamo detto”, osservarono soddisfatti.

“Questa è la mia vita e non una favola, stupidi che non siete altro!” disse lei. “Io devo andare nel bosco, devo incontrare il lupo, altrimenti la mia vita non avrà mai inizio.”

Ma il lupo che incontrò aveva una zampa imprigionata nella trappola. “Aiutami, oh aiutami! Ahi! Ahii!” urlava. “Aiutami, oh, aiutami! Ti darò la giusta ricompensa”.
Perché così si comportano i lupi nei racconti di questo genere.

“Come posso essere sicura che non mi farai del male?” chiese lei. Stava a lei porre domande: “come faccio a sapere che non mi ucciderai e non lascerai di me le ossa soltanto?”

“Domanda sbagliata – ribattè il lupo – Devi soltanto credere alla mia parola”.
E riprese ad ululare e a gemere e a lamentarsi.

“Oh, ahiiiii! Ahiii!Ahiiii!”

“C’e una sola domanda che vale la pena porre, cara ragazza. Oh! Ahii!”

“Senti, Lupo, correrò il rischio. Ecco quà!” e fece scattare la trappola, il lupo tirò fuori la zampa e lei gliela fasciò con le erbe e le foglie.

“Ah, grazie, cara ragazza, grazie mille” sospirò il lupo.

E siccome lei aveva letto troppi racconti del tipo sbagliato, si mise a gridare “Avanti, ora uccidimi pure e finiamola con questa faccenda”.

Invece non andò affatto così.
Il lupo le posò la zampa sul braccio. “Sono un lupo di un altro tempo e di un altro luogo” affermò. E, strappandosi dall’occhio un ciglio, glielo porse dicendo “usalo, e sii saggia, d’ora in poi saprai chi è buono e chi tanto buono non è.
Guarda semplicemente con i miei occhi, e vedrai con chiarezza.
Per avermi lasciato vivere, ti permetto di vivere in modo che non si è dato mai.

Rammenta, c’è un unica domanda che valga la pena porre, cara ragazza”.

Così tornò al villaggio, felice di aver salva la vita. E questa volta quando dissero “Resta qui come mia sposa” oppure “Fa come ti dico”, o “Dì quel ti dico di dire, e resta una pagina bianca come il giorno che sei venuta”, prendeva il ciglio del lupo attraverso quello che guardava e vedeva i moventi che mai aveva visto prima.

E la prima volta che il macellaio pesò la carne, lei guardò attraverso il ciglio del lupo e vide che pesava anche il suo pollice. E guardò il suo corteggiatore che disse “Vado così bene per te” e lei vide che non andava bene per niente al mondo. E così e in tanti altri modi ancora fu salvata, non da tutte, ma da molte sventure. Inoltre, con questa capacità nuova, non soltanto vide l’infido e il crudele, ma iniziò a crescere immensa di cuore, perchè guardava ogni persona e la soppesava in modo nuovo attraverso il dono del lupo che aveva salvato.

E vide quelli davvero gentili, e a loro si avvicinò, e trovò il suo compagno, e rimase con lui per tutti i giorni della sua vita, seppe distinguere i coraggiosi e a loro si avvicinò, comprese le persone leali, e a loro si accostò, vide lo smarrimento sotto la collera e si affrettò ad alleviarla, vide amore negli occhi dei timidi e a loro si avvicinò, vide la sofferenza sulle labbra tirate e ne corteggiò il riso, vide il bisogno nell’uomo senza parole e per lui parlò, vide la fede in profondità nella donna che diceva di non avere fede e della sua fede si riaccese.

Ogni cosa vide con il ciglio di lupo, tutte le cose vere, tutte quelle false, e quelle rivolte verso la vita, tutte le cose viste soltanto attraverso gli occhi di Colui che pesa il cuore con il cuore,
E non con la mente soltanto.

Fu così che apprese che è vero quel che si dice, che il lupo è il più saggio di tutti.
Se ascolti con attenzione, il lupo nel suo ululare sempre va ponendo la domanda più importante. Non dove si troverà il cibo, dove svolgerà il prossimo combattimento, nè dove la prossima danza, ma la domanda più importante onde vedere dentro e al di là e soppesare il valore di tutto ciò che vive:

“Dov’è l’anima? Dov’è l’anima?”

ANDATE NEL BOSCO,
ANDATE NEL BOSCO.
SE NON ANDATE NEL BOSCO, NULLA MAI ACCADRA’ E LA VOSTRA VITA NON AVRA’ MAI INIZIO.

ANDATE NEL BOSCO,
ANDATE.
ANDATE NEL BOSCO.

Io ho deciso anni fa, di eliminare la “paura della vita”, voglio farne a meno e piano, piano le sto allontanando con un certo successo; la mia qualità di vita è migliorata notevolmente. La vita in fondo è fatta di difficoltà, di affronti, di dolore,… ma c’è anche tanta felicità, sorrisi, tenerezza e comprensione. Ho una piccola ricetta, un piccolo ingrediente che oggi fatichiamo a coltivare e donare: la fiducia, dare fiducia a tutto campo, questo piccolo stratagemma ha migliorato notevolmente la mia vita